GRES PORCELLANATO ARAUCA EFFETTO LEGNO MARAZZI 30x60

ARAUCA MARAZZI

Nuovo prodotto

Porcellanato effetto legno che consente di creare spazi accoglienti e confortevoli. Disponibile nel formato 30x60 e in tre tonalità di colore ispirate al legno.

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Scheda tecnica

AZIENDA MARAZZI
PAESE DI PRODUZIONE ITALIA
STILE CLASSICO/MODERNO
MATERIALE Gres porcellanato
UTILIZZO INTERNO
MISURE 30x60
SPESSORE MM 9,5
MATERIE PRIME E LAVORAZIONI BATTISCOPA 8 X 30CM
ACCESSORI OPTIONAL GRADINO 30 X 60 CM
NOTE Per la scelta dei materiali, fare riferimento agli allegati PDF sotto alla descrizione, dove potrete trovare tutte le informazioni i colori e le caratteristiche tecniche oppure contattate il nostro servizio clienti info@liberatosciolicasa.it
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Dettagli

Arauca - Gres porcellanato effetto legno 30x60

Porcellanato effetto legno che consente di creare spazi accoglienti e confortevoli. Disponibile nel formato 30x60 e in tre tonalità di colore ispirate al legno.

Colori

  • Arauca Aqua
  • Arauca Castagno
  • Arauca Haya
  • Arauca Roble

Formati

  • 30x60

Spessore

  • MM 9,5

I principali tipi di materiali disponibili sul mercato sono:

Monocottura/Monoporosa

Si tratta di piastrelle smaltate, formate per pressatura, che subiscono un solo processo di cottura (supporto e smalto contemporaneamente). La superficie ha una impermeabilità del 10% e si applica soprattutto per la pavimentazione sia interna che esterna. La monoporosa, invece, essendo meno impermeabile, viene utilizzata per i rivestimenti.

Bicottura

Sono piastrelle che vengono prodotte con doppia cottura, la prima per il biscotto (supporto) e la seconda per lo smalto. Avendo una superficie brillante e di particolare pregio ma delicata per le pavimentazioni, vengono usate prevalentemente per i l rivestimento delle pareti.

Pasta Bianca

Si tratta di piastrelle smaltate, formate per pressatura, che subiscono un processo di bicottura (prima è cotto il supporto da solo, poi il supporto smaltato).

Maiolica

Prodotto tipicamente italiano, viene impiegata soprattutto per il rivestimento delle pareti interne. Ha una buona resistenza meccanica e una porosità che varia dal 15 al 25% che la rende inadatta per l'utilizzo all'esterno.

Cottoforte

Sono piastrelle smaltate in bicottura, formate per pressatura, dal supporto poroso e colorato e rifinite con smalto coprenteE' usato per pavimentazioni di interni, anche se non mancano i prodotti per il rivestimento.

Gres Rosso

Piastrelle non smaltate, formate per pressatura, dal supporto rosso e compatto.

Gres Porcellanato

Sono piastrelle non smaltate, con supporto chiaro o colorato, ottenuto per pressatura. Si tratta di piastrelle estremamente compatte e caratterizzate da porosità quasi nulla. Il gres porcellanato è quasi totalmente inassorbente e ha caratteristiche tecniche che ne hanno decretato grande diffusione per tutti i campi di utilizzo.

Clinker

Il clinker costituisce il supporto di piastrelle non smaltate, dal supporto colorato ottenuto per estrusione.

Cotto

E’ un materiale dal supporto è rosso e poroso, ottenuto per estrusione. 

Terzo e Quarto fuoco

Piastrelle con decorazioni eseguite a strati successivi per le quali sono necessarie tre o quattro progressive cotture a temperature inferiori.

Come pulisco le mie piastrelle di ceramica?

La ceramica è un materiale estremamente facile e veloce da pulire. Pavimenti e rivestimenti possono essere lavati con acqua calda e un normale detergente neutro facilmente reperibile in commercio oppure con soluzioni miste di acqua e alcol o anche acqua, alcol e ammoniaca, o acqua e candeggina. Dipende dal materiale: in caso di ceramiche lappate o lucide o con decorazioni applicate, la pulizia deve essere più frequente e i prodotti da utilizzare poco aggressivi; in caso di gres tecnici possono essere usati anche detergenti più acidi.

I pavimenti ceramici sono adatti anche per essere puliti con le idro-pulitrici, utili nel caso di grandi superfici, e con i nuovi robot.

Che ampiezza e che colore devono avere i giunti (le fughe) delle mie piastrelle di ceramica?

L’unica regola è che le piastrelle devono avere preferibilmente un giunto minimo (circa 2mm) , ovvero uno spazio elastico tra una lastra e l’altra per poter assorbire le tensioni a cui ogni superficie rigida viene sottoposta nel tempo (per esempio, cambi di temperatura o assestamenti strutturali dell’edificio).

Le fughe tra le piastrelle diventano parte integrante del progetto poiché concorrono a definire  sia l’aspetto estetico sia le prestazioni tecniche della superficie finale. La scelta dell’ampiezza delle fughe (che puo’ variare in media da 1 a 3 mm) e del materiale di riempimento riveste quindi un’importanza decisiva. Ecco quali aspetti è necessario valutare.

Colori a contrasto o tono su tono

Attualmente in commercio esistono prodotti sigillanti di diverse colorazioni, da scegliere a seconda del grado di visibilità che si intende dare al reticolo delle fughe. È possibile realizzare fughe tono su tono, in abbinamento al colore delle piastrelle scelte, oppure a contrasto, colorate e ben visibili per fornire una ‘lettura’ diversa e personale del materiale.

Bordi rettificati

I bordi delle piastrelle sono funzionali alla fuga che si intende realizzare. I bordi rettificati consentono di essere accostati riducendo al minimo la fuga, per un effetto di superficie continua ideale nei contesti dallo stile contemporaneo (giunto minimo). Le piastrelle dai bordi non rettificati  necessitano di una fuga più ampia (superiore a 2-3 mm), con un effetto stilistico più tradizionale (giunto aperto).

Prodotti per la sigillatura

La sigillatura delle fughe dovrà essere effettuata utilizzando prodotti conformi alla norma UNI EN 13888, che posseggano caratteristiche tali da soddisfare i requisiti progettuali e le condizioni cui saranno soggette, anche a livello di possibili aggressioni chimiche. Solo così si avrà la certezza di ottenere una protezione delle fughe da sporco, infiltrazioni d’acqua e proliferazione di batteri.

Ho acquistato per il mio nuovo appartamento gres effetto legno della Marazzi. Chiedo quale sia il tipo di prodotto più adatto da usare per la manutenzione nonché il tipo di trattamento di pulizia più idoneo da effettuare dopo la posa.

Ottima scelta! Di seguito alcune indicazioni che la aiuteranno ad avere un risultato ottimale.
Per avere pavimenti e rivestimenti esteticamente perfetti e di facile manutenzione, le fasi della pulizia dei materiali durante e dopo la posa sono cruciali, da svolgere secondo criteri precisi.

Pulizia durante la posa (eseguita dal professionista che effettua la posa in opera)

Dopo la posa delle piastrelle sul massetto, le ‘fughe’ (ovvero gli spazi di circa 2 mm tra una lastra e l’altra, necessari per assicurare elasticità e stabilità del pavimento nel tempo) vengono ‘stuccate’ (cioè riempite con stucco apposito, di solito tono su tono.)

Questa fase è molto importante e va eseguita con la massima cura da parte del posatore, perché l’indurimento degli eccessi di stucco, senza la rimozione accurata del fugante in eccesso quando ancora non è del tutto secco, rende più sporcabile il pavimento e più difficile la pulizia ordinaria. Per questo motivo è necessario procedere alla stuccatura di 4-5 mq per volta ed eliminare l’eccesso di stucco dalla superficie (con spugna e acqua pulita) appena inizia ad asciugare. Proprio perché in questa fase lo stucco è ancora abbastanza umido, i movimenti devono essere leggeri, ripetuti e diagonali, per evitare di ‘svuotare’ le fughe ma avendo cura di eliminare tutti i residui dalle lastre soprattutto se presentano, come le lastre effetto legno, una superficie ‘naturale’ non perfettamente liscia.

Questo passaggio è fondamentale per tutte le piastrelle, ma indispensabile per quelle più strutturate e per quelle da esterno che presentano una superficie ruvida e antiscivolo.

Se questa semplice pulizia con acqua non viene effettuata al momento opportuno, lo stucco (che è ovviamente adesivo) può depositarsi in piccole particelle in modo permanente sulla lastra e lasciare, anche dopo la pulizia finale, antiestetici aloni.

Pulizia di fine cantiere

Il lavaggio acido dopo la posa è fondamentale per eliminare i residui del cantiere (colla, pittura, polvere). Questo lavaggio deve essere eseguito una volta completata l’essicazione dello stucco cementizio, almeno 24-48 ore per prodotti a presa e asciugamento rapido e comunque in conformità a quanto indicato dai produttori dello stucco. Si chiama lavaggio acido perché è necessario usare un detergente acido (ce ne sono molti ottimi in commercio) diluito in acqua. 

La fasi sono le seguenti e dovrebbero essere eseguite dai professionisti che hanno seguito la posa in opera:

  1. Spazzare bene il pavimento per eliminare la polvere di cantiere

  2. Diluire il detergente acido in acqua secondo le istruzioni riportate sulla confezione del detergente (per pavimenti naturali la soluzione può essere + acida; per le pavimentazioni o i rivestimenti lucidi o lappati meglio una soluzione meno acida).

  3. Distribuire il prodotto disincrostante utilizzando un normale spazzettone

  4. Lasciare agire qualche minuto

  5. Intervenire energicamente con spugna abrasiva nelle zone più incrostate;

  6. Raccogliere i residui con stracci e risciacquare con abbondante acqua pulita.

In caso di utilizzo di stucchi epossidici è bene utilizzare detergenti appositi e seguire scrupolosamente le indicazioni dei produttori per quanto riguarda la loro preparazione e applicazione. Solitamente è consigliato l’utilizzo di un prodotto a base acida opportunamente diluito in acqua a seconda della superficie da trattare. (Il rivenditore saprà darle tutte le specifiche)

Manutenzione ordinaria

La ceramica e il gres sono estremamente facili e veloci da pulire. Pavimenti e rivestimenti possono essere lavati con acqua calda e un normale detergente neutro o con una semplice soluzione di alcol e acqua. 

Come posso posare al meglio le mie piastrelle di ceramica?

La posa corretta delle piastrelle gioca un ruolo fondamentale al fine di garantire la bellezza e la durabilità del rivestimento ceramico. La corretta preparazione del supporto e la scelta di adesivi e sigillanti adeguati al tipo di piastrella da posare e alle specifiche condizioni di esercizio (interno/esterno, parete/pavimento, traffico leggero/pesante, etc.) consentono di ottenere ottimi risultati e di durare nel tempo. Affidarsi a posatori qualificati e utilizzare prodotti conformi alle normative nazionali e internazionali è quindi di primaria importanza.

L'ambiente di destinazione e il progetto di posa

L’ambiente di destinazione e l’effetto finale desiderato sono i parametri principali da tenere in considerazione. Il tipo di carichi cui le superfici piastrellate saranno soggette in esercizio e la loro intensità devono essere noti prima della scelta delle piastrelle ceramiche, che dovranno possedere caratteristiche idonee a garantirne la necessaria durabilità, e avere un’idea precisa del progetto di posa, prima di iniziare a posare, è fondamentale per il risultato finale. E’ necessario calcolare le quantità di prodotto necessarie, tenendo conto della superficie da rivestire, del numero di tagli eventualmente previsti e di una piccola scorta di materiale in più, per avere garanzia di avere stesso tono e stesso calibro in caso di sostituzione o ristrutturazione di una parte dell’ambiente.

Il progetto di posa è indispensabile in caso di ambienti irregolari e molto utile in caso di formati particolari, come le lastre lunghe e strette, per esempio, che possono essere posate in modi molto diversi.

Meglio fornire al posatore una foto dell’ambiente finale desiderato e/o dello schema di posa consigliato o preparato dal progettista  in modo che predisponga in cantiere anche le attrezzature professionali necessarie per la posa, che possono variare a seconda dei materiali.

Il sottofondo

Il sottofondo, oltre a garantire la planarità del rivestimento ceramico, deve possedere resistenze meccaniche tali da sopportare i carichi previsti durante l’impiego delle superfici, anche di tipo accidentale. Al momento della posa il supporto si dovrà presentare pulito, planare, stagionato (cioè dimensionalmente stabile) e privo di discontinuità o sostanze che possano compromettere le successive adesioni. Per questo, prima della posa, è necessario far verificare la planarità del massetto, aspettare il tempo corretto in caso di massetto nuovo perché possa essere considerato stabile (dipende dai materiali del massetto, il tempo varia da poche ore a 1 mese a seconda) e pulire bene la superficie del massetto prima di mettere la colla e iniziare la posa.

Marazzi è leader internazionale nel settore delle piastrelle di ceramica.
Esperienza e capacità di innovazione, creatività e design, tradizione e cultura, amore per la ceramica, attenzione all'ambiente, sono i punti di forza delle ceramiche Marazzi che danno forma agli spazi dell'abitare, dal 1935, combinando estetica ed elevata qualità dei materiali.

Qualità e Ambiente

Qualità per Marazzi significa qualità di prodotto, processo e sostenibilità ambientale, attenzioni che hanno permesso all'azienda di certificare i propri sistemi e i propri prodotti.
Per Marazzi amare la ceramica significa da sempre rispettare l'ambiente, inteso come paesaggio umano e naturale.

Ricerca e Sviluppo

Fin dalle sue origini, Marazzi ha dedicato importanti risorse all'attività di ricerca e sviluppo, producendo al proprio interno, o in collaborazione con i principali fornitori di impianti e macchinari, la tecnologia necessaria per realizzare i propri prodotti, sviluppando un significativo know-how tecnologico all'interno del Gruppo.

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