LAMPADA DA TAVOLO CARMEN FONTANA ARTE

4185B1

Nuovo prodotto

Lampada da tavolo. Diffusore in metallo verniciato bianco lucido. Stelo e base verniciati bianco lucido. ANNO 2011

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Scheda tecnica

AZIENDA Fontana Arte
PAESE DI PRODUZIONE Italia
ANNO DI PRODUZIONE 2011
DESIGNER HÉCTOR SERRANO
STILE CLASSICO/MODERNO
MATERIALE ACCIAIO
UTILIZZO INTERNO
COLORI DISPONIBILI BIANCO
MISURE DIAMETRO DIFFUSORE 51CM; DIAMETRO BASE 28CM; ALTEZZA 75CM.
MATERIALE STRUTTURA ACCIAIO
COLORE STRUTTURA BIANCO
LAMPADINE 3x52W (HA) ES OR 3X20W (FL) E27 DIMMERABILE
PARALUME Acciaio
NUMERO COLLI 1
NOTE Per la scelta dei materiali, fare riferimento agli allegati PDF sotto alla descrizione, dove potrete trovare tutti i colori e le caratteristiche tecniche.
INFORMAZIONI Il nostro studio tecnico e di progettazione può fornirti tutti i servizi, dal rilievo alla progettazione nei minimi dettagli con disegni tecnici e ambientazioni. Via Firenze 4 - 65100 Pescara (It) Tel/Fax 085.4223075 info@liberatosciolicasa.it
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Dettagli

Lampada a luce diretta/diffusa, caratterizzata da un motivo a dischi sovrapposti, ispirati alle antiche armature medievali. Disponibile in due versioni da terra, una da tavolo e una sospensione. I dischi sono in acciaio laccato bianco risultano leggermente distanziati gli uni dagli altri, per dare luogo a giochi di luce e ombra. L’effetto a strati bilancia l’intensità della luce diretta con quella che filtra attraverso l’acciaio, con un gradevole effetto luminoso.

DESIGNER: HÉCTOR SERRANO

Valencia (Spagna), 1974 Héctor Serrano ha aperto il suo studio  Londra nel 2000, dopo aver conseguito il Master in Industrial Design al Royal College of Arts. Nei suoi progetti riesce sempre a far convivere innovazione tecnologica e design familiare. Per FontanaArte ha progettato la famiglia Carmen, presentata ad Euroluce 2011. Lo studio ha ricevuto diversi riconoscimenti, come il Peugeot Design Award e il "Premio Nacional de Diseños No Aburridos". Nel 2009 è stato inoltre premiato dal magazine di settore AD come "Designer of the Year". I suoi prodotto sono esposti in molte prestigiose istituzioni museali a livello internazionale, tra cui il V&A Museum di Londra, il Cooper-Hewitt di New Yor, il National Design Museum e il Central Museum di Amsterdam.

Fondata nel 1932 da Luigi Fontana, titolare di una importante industria impegnata nella lavorazione del vetro, e da Gio Ponti*, FontanaArte muove da subito lungo un preciso percorso di ricerca: declinare in nuovi linguaggi espressivi le potenzialità di un materiale come il vetro, la cui identità era stata completamente trasformata dalle possibilità tecniche dell’industria moderna. Da sempre impegnato nella definizione di una nuova grammatica della decorazione contemporanea, Gio Ponti trova in Pietro Chiesa* un perfetto compagno di strada. Insieme, i due fanno rapidamente di FontanaArte uno dei più importanti protagonisti della elaborazione del paesaggio domestico italiano della prima modernità. Una ricerca che si nutre della collaborazione con numerosi artisti di primo piano e che trova il proprio terreno privilegiato d’azione nel progetto dei grandi interni borghesi, autentici laboratori sperimentali nei quali mettere a punto i modelli della successiva produzione di serie.

Arredi, soprammobili, oggetti d’arte, specchi, lampade: la produzione di FontanaArte coinvolge tutti gli elementi della casa. Ponti e Chiesa sembrano particolarmente interessati al costante confronto fra forme, tecniche e lavorazioni tradizionali con le innovazioni e le possibilità offerte dalla grande produzione industriale. E’ un dialogo costante e profondo, che costituisce la radice e l’identità stessa dell’azienda.

Di questa stagione di straordinaria creatività rimangono ancora oggi tracce importanti nel catalogo di FontanaArte, dove gli oggetti disegnati da Ponti e Chiesa hanno ormai assunto lo statuto del classico. La fine del conflitto mondiale coincide con un radicale mutamento dello scenario sociale e culturale del Paese. Le nuove condizione richiedono una riorganizzazione della produzione così come un ridefinizione dei prodotti.

Agli oggetti straordinari, pensati alla scala delle importanti residenze borghesi, si devono sostituire prodotti adeguati alle nuove dimensioni dell’appartamento. Alla tradizionale clientela d’élite si affiancano ora nuovi acquirenti. Pur nella difficoltà del momento, FontanaArte non cede alle tentazioni del prodotto popolare: nonostante sia ormai entrata nell’orbita di un gruppo multinazionale molto attento alle dinamiche del mercato, le sirene del ‘grande numero’ non riusciranno mai a sedurre fino in fondo FontanaArte.

Ciò che cambia non è l’idea della qualità, quanto e soprattutto il linguaggio, dove alla predominante ricerca estetica si comincia ad affiancare una diversa attenzione alle esigenze funzionali d’uso. Del resto, grazie anche alle sperimentazioni degli anni precedenti, anche in Italia si va affermando una nuova cultura del progetto moderno, che trova proprio nel rapporto fra funzione, uso e materiali la propria matrice formale.

Pur rimanendo vicino all’azienda, Gio Ponti non è più il direttore artistico. Al suo posto nel 1954 si insedia Max Ingrand*, sotto la cui guida FontanaArte procede, forse senza acuti, ad una progressiva modernizzazione. A guidare l’evoluzione di FontanaArte è soprattutto il settore dell’illuminazione, dove il rapporto fra tecnica e prestazione, fra forma e progetto, impone un più incisivo rinnovamento.

Richiamato nel 1967 alla direzione artistica, Gio Ponti riesce a sintetizzare in alcune lampade straordinarie il senso del percorso compiuto: la serie Pirelli, la Bilia, i Cartocci rimangono tutt’oggi modelli di perfetta compiutezza. Oltre ai progetti di Ponti non si possono dimenticare alcuni progetti disegnati dall’ufficio tecnico di FontanaArte: tra gli altri la lampada Uovo e alcuni arredi realizzati con semplici lastre di vetro temperato e colorato, esempi di folgorante modernità.

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